Un lupo mannaro a Roma

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Mogli e buoi

Stiticonio vomitava impronunciabili bestemmie;
questo perché sua moglie, ricca figlia del governatore di Cipro,
aveva proditoriamente svenduto la sua bella schiava Shisseide e con il ricavato aveva acquistato un inservibile schiavo nubiano,
la cui unica virtù era costituita da uno spropositato arnese inguinale,
che egli sospettava essere la inammissibile ragione dell’acquisto muliebre.
“Che io sia crocefisso se non ripudierò entro stasera questa svergognata.” Gridò in piena enfasi rabbiosa Stiticonio.
“Gli dei mi siano ostili se non abbia sempre rispettato il contratto nuziale, coperto di onori e doni ricercati e raffinati quell’ingorda boriosa.”
“Gli onori li hai rivolti ai cumuli di solidi che il mio potente padre ha sempre elargito con soverchia ge-nerosità,
in quanto ai doni, puoi riprenderti tutti i preziosi oggetti, degni delle migliori discariche di immondizie.”
La moglie Phurga, imprevedibilmente appena rientrata a casa,
aveva ascoltato lo sfogo del corrucciato marito e raccoglieva le suppellettili più solide e acuminate,
da utilizzare come proiettili da lancio verso la cervice del consorte.
Quello stesso pomeriggio, Stiticonio valutava con preoccupazione il guscio di noce ormeggiato, che schiavi solerti stavano gravando con carico enolico.
“Venderai questo vino a peso d’oro, Costantinopoli è tanto corrotta quanto assetata.”
Dichiarò Guefitrius assestando una poderosa pacca sulla spalla del genero perplesso.
“Mia figlia ha molto insistito affinché smettessi di considerarti un incapace scroccone e cacciatore di dote, fornendoti l’opportunità di palesare il talento latente.”
“Preferirei opportunità congrue ai miei numerosi malanni, l’umidità marina è perniciosa per mie povere articolazioni.”
Protestò Stiticonio , afflitto dai postumi di una recente lapidazione domestica, bramoso di tranquillo e benefico ozio.
“Anche le mazzate inferte dai miei poderosi schiavi scaricatori risultano perniciose ad ogni articolazione e giuntura.”
Avvisò perentorio l'alto funzionario cipriota, porgendo al parente acquisito i simboli del comando nautico ed il giornale di bordo.
“Sarà bene che le procedure di sbarco siano affidate a Bersanopolo Kadelocolo, mio amico e debitore,
funzionario degli uffici per l’importazione derrate del porto di Costantinopoli.” Consiglio', infine, il suocero armatore al novello capitano.
"Sei il solito fortunato, Stiticonio, la brezza serale perannuncia buon vento e mare tranquillo per domani. La crociera sarà comoda e fruttuosa."
Aggiunse Gueofitrius, strizzando l'occhio al capitano in seconda e suo uono di fiducia.

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