Phallus Dei

Unsplashed background

Colpo di fortuna

I soldati della guardia imperiale puntavano forte sulla sorte del mago Cialtruk, convocato d’urgenza al cospetto del sommo imperiale Saddik III.
Se l’astrologo fosse scampato ai coccodrilli, solo pochi temerari avrebbero visto moltiplicare le piastre gettate in una scommessa sconsiderata.
I fragori dell’esodo curtense ancora non si erano spenti e il naso del convocato era ben poggiato sui mosaici del pavimento, cinque metri più in basso dello sfavillante trono imperiale, decorato da raccapriccianti scene di massacri e rovine.
Saddik III, tranquillamente funesto, non smetteva di martellare lo schiavo antistress.
“Ho esaudito ogni richiesta e fornito tutto ciò che hai ritenuto necessario, tuttavia mi sfugge il disegno che anima le tue azioni e cresce il sospetto che tutto sia ordito per procrastinare il castigo.
sappi che se mai scoprissi che hai volgarmente truffato la mia divina fiducia non ti sarà concesso il rapido morso dei coccodrilli sacri,
ma sarai vivo pasto delle formiche carnivore, che con pazienza puliranno la tua empia carcassa da ogni residuo pulsante.”
“Nobilissima e pazientissima luce vivente.” Ansimò Cialtruk non appena fu in grado di dipanare la lingua annodata dalla paura.
“Non chiedo di meglio che di fornirti ogni chiarificazione sul progetto che ti renderà la forza virile ingiustamente sottratta; il dio Mazzuk, potente e dotato, ha edificato sulle ispide pendici dei monti Araraici, la sua imprendibile città sacra.
Una mitica insidia, un distretto intricato e impenetrabile, ivi circonda la sacra statua del dio, da cui si erge, svettante, l’aureo Ildekaz, fonte inesauribile di vigore erettile.
Ho richiesto alla tua benevola immensità tre formidabili elementi, dotati di forza, astuzia e incrollabile determinazione; tu mi hai consegnato due incredibili marpioni e una superba e mortifera guerriera.
con le mie pratiche occulte ho fatto di loro servi inconsapevoli del nostro volere; ora stanno viaggiando alla volta di Assurimat, sacra a Mazzuk, forniti di ricco equipaggiamento e denaro bastevole; in virtù delle doti rapaci essi arriveranno ai piedi del possente Ildekaz e ne gratteranno pochi e potenti grani, che poi ci ritorneranno. tu, grandioso sovrano, incorporerai i magici grani, che faranno di te il più possente defloratore del regno.”
Saddik frenò l’impeto omicida, attratto dalla prospettiva.
“E sia; tre lune sorgeranno ancora, poi emetterò il giudizio definitivo.” Cialtruk abbandonò sulle gambe molli la sala del trono, strusciando, come prassi, le narici sul pavimento.
“Trecento piastre per mezza piastra puntata.” Esultò un giovane soldato all’indirizzo di un grosso e allibito sergente allibratore.

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