Phallus Dei

Unsplashed background

Organo divino

Il dio Mazzuk scrutava le galassie, alla ricerca di nuove specie cui elargire le proprie creazioni. Dotato di fantasia tracimante, si era specializzato nella morfogenesi degli organi sessuali, che attribuiva alle innumerevoli specie animali che popolavano il cosmo.
Andava grandemente fiero delle ultime composizioni, organi dotati di palpi e chele raptatorie, atte a ghermire il partner e assicurare la fecondazione il qualunque postura.
Mazzuk era universalmente venerato come dio della fertilità, invocato nelle diapause invernali o quando la senescenza aveva avvizzito ogni velleità riproduttiva.
Durante una delle usuali pause autocontemplative, il dio sessuofilo fu avvicinato da quella che appariva una impudica ninfa, ma che, in realtà' era la denone Imenez, debitamente istruita dal perfido Molok.
"Ho trascorso ere a rincorrerti tra le galassie." Argomentò la falsa ninfa. "Finalmente ho incrociato la tua rotta, non voglio perdere la radiosa opportunità di conoscere l'estasi derivata da un amplesso con il dio più qualificato tra tutti"
Distolto dalla contemplazione del proprio essere, Mazzuk colse le lusighe dell'essere femmineo e si predispose a rendere alla ninfa ciò cui ella bramava. In un impeto creativo istantaneo predispose il proprio organo in funzione dell'incontro occasionale, non lesinando in cheliceri e pedicelli, poi si lanciò su Imenez senza possibilità di scampo.
L'attacco fulmineo sorprese la demone meretrice, che, sopraffatta dall'impeto e dalle stimolaziopni straripanti, dimenticò la missione affidatale, lasciandosi andare alla goduria. L'attimo spaziotemporale si espanse secondo la volontà del dio, ed Imenez si trovò a muggire lodi sperticate sulle abilità del dio riproduttore, fornendo a Mazzuk il riscontro che aspettava e che più lo aggradava.
In quel momento un lampo di supernova balenò sui due amanti soprannaturali. "Cosa succede?" Chiese Imenez ancora stordita. "Sono le maniferstazioni di scorno del mio cugino balzano Molok". Rispose Mazzuk al settimo cielo. "Chissà quale sordido piano gli è miseramente fallito."
Solo allora la demone ricordò il compito assegnato e si convinse a cercare asilo dove la collera del suo signore, forse, non poteva arrivare.

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