Phallus Dei
Incontro inatteso
L'alba seguente fu annunciato dalle grida di Massarah, gigantesca proprietaria del Montone di Montagna, la cui circonferenza le rendeva
ormai impossibile abbandonare la locanda.
Le urla sgraziate inducevano la veglia immediata agli astanti, che, ancora storditi dalle libagioni della sera prima, cercavano scampo all'aperto,
dove la grassa proprietaria non poteva arrivare.
Ageton Hyll aveva trovato rifugio tra le verdure del carro di Tampinatipal, rassegnato a subire gli sproloqui del conducente
fino alle porte di Ebla.
Il carrettiere, invece, rimase muto e corrucciato. "Ho fatto qualche cosa che ti ha offeso?" Si arrischiò a chiedere Hyll.
"Non tu, qualche lestofante deve aver fiutato le trifole occultate nel carro e questa notte ne ha fatto bottino."
"Senza la merce a che scopo procedi verso la capitale?" Chiese Hyll sinceramente dispiaciuto per la disgrazia occorsa al suo traslocatore.
"I tuberi sottratti erano pregiati, ma la merce più preziosa è al sicuro. Il tartufo nettarino è ancora con me, renderà profiqua la trasferta
e rovinerà la giornata al Grancervello, per l'esborso necessario al suo acquisto."
L'accesso ad Ebla richiedeva noiose lungaggini burocratiche, cui i mercanti dovevano attenersi pazientemente.
I carri formavano una lunga fila in lento movimento, ed i conducenti producevano un sommesso borbottio di protesta.
I loro mugugni si trasformarono in grida di sdegno nel vedere il carro di Tampinatipal che, scortato da un paio di guardie doganali,
superava allegramente il serpente di veicoli ricolmi per passare spudoratamente attraversp la leggendaria porta della citta stato.
"Il cuciniere reale è stato avvisato dell'imminenza della fornitura. Il tartufo è troppo prezioso per lasciarlo appassire sotto il sole
in inutile attesa." Disse Tampinatipal pavoneggiandosi con il suo ospite.
"Le nostre vie si dividono" Annunciò Hyll abbracciando l'informatissimo conducente. "Il fato potrebbe provocare un nuovo convivio.
Rispose il chiacchierone. Solo un mese fa ho incontrato nuovamente un mercante di tappeti arabo, che avevo conosciuto anni or sono."
Tampinatipal stava per lanciarsi nel racconto della vita del commerciante orientale ma si accorse che l'interlocutore era
inopinatamente scomparso.
Le piazze di Ebla erano vaste come piantagioni di frumento, ma la folla brulicante e le botteghe improvvisate dei commercianti le facevano
sembrare risicate.
Hill cercò una postazione abbastanza visibile per appostarsi e suonare la sua ocarina, nell'attesa del contatto che gli avrebbe fornito le
ulteriori disposizioni.
Dopo diverse ore di concerto, che gli aveva fruttato il dileggio di quasi tutte le bande di monelli della città, l'allegramente lattario era
completamente sfiatato.
La sera incipiente gli ricordò le numerose ore trascorse senza cibo e gli palesò la prospettiva malsana di una notte da trascorrere senza
un giaciglio sicuro, in balia dei tagliagola notturni che, si diceva, pullulassero nella metropoli.
Appena dopo il tramonto, come un fantasma, gli apparve una figura incappucciata in tonaca scura, che senza proferire verbo, lo invitò a seguirlo con un cenno.
Con l'obbedienza tipica dei disperati Hyll si lasciò condurre nel dedalo dei vicoli e poi fin dentro un portone che si richiuse
immediatamente dietro di lui. Si trovò solo col fantasma in una saletta poco illuminata.
Solo allora l'incappucciato si liberò della tonaca, rivelando una fluente chioma bionda e forme troppo sinuose per un fantasma.
"Che mi venga la dissenteria." Esclamò Hyll stupefatto. "Tra tutti i contatti che avrei immaginato mi è capitato quello
che ho sempre sognato".
"I contatti che sogni rimarranno tali." Rispose Kora stizzita. "Tra tutti i fanatici che ho dovuto istruire sei l'ultimo che mi sarei
aspettata di dover istradare per l'ultimo viaggio. Non riesco a immaginare il motivo per cui ti sei votato a questa causa, ma sappi che le missioni
che assegno sono senza speranza. La morte rapida rappresenta l'opzione più favorevole."
Dopo una rapida riflessione, trovandosi al cospetto della sua vecchia fiamma, Hyll valutò di soprassedere sugli eventi che lo avevano portato a
diventare un volontario eroico.
In un momento di lucida follia preferì puntare sul patriottismo romantico che, pensava, avrebbe potuto indurre Kora a concedere
quello che si era sempre rifiutata di concedergli.
fig11