Phallus Dei
Lungo il fiume
Il grande fiume che separava la Lascivia dalla Malizia, era notoriamente abitato dai più pasciuti coccodrilli
mai esistiti sulla faccia della terra.
Questo perché il bellicosissimo imperatore che governava la Malizia, usava dare in pasto ai grossi bestioni i prigionieri
rastrellati nelle continue guerre, onde liberarsi dei soggetti scadenti ed evitare di saturare il mercato degli schiavi,
per non farne crollare i prezzi.
Hyll sapeva però che, in caso di cattura, non sarebbe finito intero nelle fauci di quei rettili, dato che, per ordine dell’imperatore
Saddik III, le spie catturate dovevano subire prima una pubblica dissezione.
Il colonnello Bombyx, tra le lacrime, gli aveva descritto le sevizie che avrebbe subito dopo la cattura.
Gli aveva anche suggerito degli esercizi mentali in grado di allontanare il dolore durante la scorticatura,
l’impalamento, il passaggio sulla graticola e la salatura di piaghe e ferite.
Tuttavia alla richiesta del giovane di una dimostrazione pratica, il colonnello lo aveva congedato in malo modo.
L’idea di fare la traversata di un fiume di duecento braccia di larghezza, su di una zattera trainata da un coccodrillo,
spinto nella giusta direzione da un coscio di agnello sanguinante, appeso con una pertica davanti alle fauci del sauro,
gli parve subito pazzesca.
Quando però, dopo aver seguito alla lettera le istruzioni di Kora, si ritrovò sulla parte opposta del fiume, ad osservare il coccodrillo
che stravolto dalla fatica, non riusciva a capire dove fosse finito l’agognato boccone, la sua considerazione sulle direttive
del servizio segreto era notevolmente cresciuta.
Con fiducia seguì le ulteriori indicazioni, asciugarsi e dormire fino al tramonto in prossimità della biforcazione del fiume, dove,
al sorgere della luna sarebbe stato raggiunto da due agenti già infiltrati. Hyll eseguì tutto con precisione, e fu quasi travolto
dalla ammirazione quando fra la incipiente oscurità scorse il segnale convenuto degli agenti amici.
Attese con ansia, fino a quando le due facce non gli si rivelarono. “Ma allo stato maggiore devono esserci degli idioti!”
Esclamò Hyll sconcertato. “Lo sapevo che era una fregatura!” Esclamarono all’unisono, Melvin e Savina.
“Ci devono aver mandato qui per accopparlo prima che finisca nelle grinfie del porco imperiale!” “Non vedo l’ora di
appenderlo per le palle sul pelo del fiume e vederlo dimenarsi per evitare i morsi dei coccodrilli.”
“Deve ancora nascere chi mi appenderà per le palle.” esclamò Hyll indignato, ma l’indignazione fu interrotta
da una potente mazzata sul cranio.
Quando si risvegliò, ancora tramortito, la prima cosa che vide fu Savina che valutava l’idoneità di un cappio.
“Non ho mai appeso nessuno per le palle”, dichiarò la ragazza.
“Ti assicuro che questa è una ottima occasione per l’iniziazione”.
Rispose Melvin assicurando l’altra estremità della corda ad un grosso ramo sospeso a dieci metri sul fiume.
“Ci ha rovinato la vita per una scopata!” “Non fate le stupide e liberatemi” Urlò Hyll
reso nervoso dalle manovre di Savina sul suo basso ventre.
Nonostante il tenente Hyll si dimenasse come un ossesso, le due donne sembravano decise a portare a termini i dolorosi propositi.
“Siete pazzeee, lasciatemiii!” “E se si dovessero strappare?” Chiese Savina preoccupata,
“Vorrà dire che li mangeremo arrostiti per pranzo” rispose Melvin per nulla turbata dall’ipotesi.
“Che schifo” Esclamo una voce gracidante. “Comunque, se vi serve aiuto, non fate complimenti.”
Le due soldatesse guardarono esterrefatte lo sgorbio parlante che, reso mimetico dal sudiciume, e dalle dimensioni ridotte,
sembrava parte integrante del paesaggio. “E questo cos’è?”.
“Sono Parcifall, lo gnomo più amabile che ci sia, sono gentile e generoso, sagace e intraprendente e dispenso piaceri inenarrabili
alle fanciulle che si lasciano rovistare dal mio magico arnese, volete approfittare, gentili donzelle?”
“Abbiamo già ricevuto guai a sufficienza per questo genere di arnesi e non abbiamo intenzione di replicare.”
“Povere piccole gattine, vedo che siete state ignobilmente sedotte da un essere impuro, che volete giustamente punire,
ma non pensate che per raggiungere i vostri obiettivi avrete bisogno del vostro imprudente seduttore?”
“Questo piccoletto sa troppe cose!” Concluse Savina. “Gli gnomi praticano la divinazione e vari tipi di magia.” Rantolò Hyll,
tormentato dal nodo scorsoio che stringeva fra le gambe.
“E hanno sempre ragione.” Ansimò prima di svenire dal dolore.
Si svegliò urlando, rinvenendo dall’incubo in cui uno gnomo accompagnava un gregge di coccodrilli a fare uno spuntino
di cui lui era il piatto unico ed evirato.
Con sorpresa si scoprì intero e libero da corde e legacci mentre l’unica testimonianza della brutta avventura
era il tremendo mal di testa emanato da un enorme bozzo cresciuto nel mezzo della cervice.
“Il nano ha ragione, se vogliamo provare a salvare la pelle dobbiamo collaborare”.
Ammise Savina appena lo vide rimesso in sesto.
Hyll si concentrò sul momento propizio per lo strangolamento delle due pazze insubordinate,
cercando di capire dove fosse la seconda vittima della sua vendetta.
“Melvin conosce la seconda parte delle direttive, si è spostata verso monte e ha detto di aspettarla fino a stasera”
lo informò la ragazza. “Che dicevano le disposizioni?” “Non lo so, non me lo ha voluto dire.” “E il nano?” “E’ sparito, per fortuna “.
Hyll , intanto si stava praticando un patetico impacco sul cranio, dopo aver impastato della fanghiglia.
Nel vederlo impiastricciato Savina riuscì a dimenticare l’infausta situazione ed a sghignazzare di gusto.
“Mi avete quasi spaccato la testa!” Protestò Hyll con una smorfia di dolore.
“Purtroppo non riesco mai a fare le cose per per intero." Ribattè la ragazza.
“Hyll finse di non aver sentito, imponendosi di frenare il potente rancore che gli suggeriva di fratturare gambe e braccia
della sua partner occasionale.
“Bombyx ha fregato anche voi!” Sentenziò il tenente. “Guarda che l’unico che ci ha fregato, sei stato tu.”
Si inalberò, sempre più provocatoriamente Savina, suscitando la reazione del ragazzo.
“Sono decenni che negli alloggi della scuola di guerra ci si diverte allegramente, probabilmente è così che quella
grandissima puttana di Martina Bombyx si è conquistata le promozioni, non certo per meriti di guerra.
Sono sicuro che la messa in scena di cui siamo stati vittima è stata architettata per procurarsi un gruppetto
di entusiasti volontari per questa inutile missione!”
Hyll non era molto convinto di quello che diceva, ma aveva assoluto bisogno di incanalare l’odio della ragazza
in una direzione diversa che non fosse la sua testa.
“Hai idea di quanti volontari sono stati spediti in Malizia dal nostro stato maggiore negli ultimi mesi?
E solo perché l’esercito deve dare l’impressione di vigilare sulle attività dell’impero alla regina Lattaria e ai ministri;
in realtà l’esercito brancola nel buio, decine di agenti sono finiti arrostiti a Babilon per il sollazzo di Saddik.”
Dichiarò accorato, Hyll.
“La prospettiva di saperti sulla graticola mi alletta molto.” Hyll aveva sempre trovato insopportabile il sarcasmo delle reclute;
insopportabile e degno di punizione. “Comunque non sono tranquilla, vado a fare un giro di perlustrazione.”
“Ovunque purché sia lontano dalle mie orecchie.” Sussurrò Hyll, quando fu sicuro che Savina non lo avrebbe sentito.
fig13