Phallus Dei

Unsplashed background

Chiacchiere da osteria

I carrettieri lascivi erano propensi a raccogliere i viandanti solitari, lungo il loro cammino, specialmente se supponevano che ciò gli avrebbe reso una bevuta gratuita alla taverna seguente. Essi erano proverbiali per la loquacità torrenziale, per questo erano temuti come la peste dagli eremiti che si spostavano da una spelonca ad un altra, ma erano una vera manna per chi volesse acquisire notizie di prima mano sulle vicende del paese.
Ageton Hyll dovette apparire sufficientemente dotato di pecunia a Tampinatipal, che con un colpo sapiente alla gobba del bue, indusse il suo propulsore cornuto ad affiancare il veicolo colmo di verdure di stagione, all’ufficiale lattario in incognito.
“Salve camminatore dal passo svelto.” Esordì il trasportatore. “Avresti gradimento a continuare la tua strada sul carretto di Tampinatipal e discorrere con lui?” Ageton Hill, che aveva sperato fortemente in un simile incontro, fu rapido a saltare sul trabiccolo e dopo veloci convenevoli e una mendace presentazione, si predispose a raccogliere tutte le informazioni che il suo nuovo compagno di viaggio si apprestava a fornirgli.
“Dove sei diretto Tampinatipal?” Chiese Hyll, innescando la torrenziale risposta dell’interlocutore. “Hurru, mastro cuciniere nella corte del principe di Ebla, Cinciripin, aspetta le mie derrate come il vitello aspetta la giumenta. Solo io gli fornisco il pregiatissimo tartufo nettarino, di cui il principe è grande estimatore. Egli è un raffinato ricercatore di prelibatezze, le sole che abbiano accesso alla sua tavola. Si circonda di oggetti pregiati e rari ed anche le concubine sono scelte tra le femmine più avvenenti ed abili nell’arte amatoria. Tutti sanno che il primo ministro Grancervello non apprezza gli usi del principe, ma egli è uomo frugale e non possiede la nobiltà d’animo di cui è infuso il principe. Hurru mi ha confidato di improvvise ispezioni degli emissari del Grancervello alle dispense reali per relazionare sulle spese gastronomiche. Fortunatamente le reprimende del primo ministro sono sempre finite nel nulla, il principe continua a finanziare gli acquisti delle costose pietanze e Grancervello ha sviluppato l’ulcera duodenale per il corrivo.
Pare che la regina cerchi di mediare tra il principe e il ministro ma che abbia poca voglia di contrastare gli usi del figliolo. Del resto, da quando il re è caduto nel rincoglionimento senile, la regina rifugge ogni conflitto. L’ultima cosa che vuole è un periodo di litigio con il principe. L’ulcera del primo ministro sarà destinata a peggiorare.
Tampinatipal continuò gioiosamente a discorrere sulle vicende di corte, poi, quando ebbe esaurito l'argomento, si gettò sui pettegolezzi della capitale, su quelli del suo paese d'origie, senza tralasciare vicende personali dei parenti stretti.
Quando l'emicrania tambureggiante stava per prendere il sopravvento sullo stordimento al povero Hyll, apparve in lontananza il fumo prodotto dal Montone di montagna, la locanda che rappresentava uma tappa obbligata per chi percorreva la via maestra che conduceva ad Ebla, la più grande e ricca città della Lascivia.
"Immagino che tu abbia premura di dare sollievo all'arsura genaratami dal lungo parlare." Si affrettò a dire il carrettiere appena scorta l'agognata meta. "La birra servita nel rifugio all'orizzonte è la migliore dei cinque regni e le pietanze che offre sono cantate dai poeti girovaghi in tutte le piazze della Lascivia."
L'agente segreto fece buon viso alla prospettiva del conto da pagare, sollevato dall'idea che, impegnato a tracannare e ad ingozzarsi, Tampinnatipal avrebbe interrotto l'attività ciarliera.
Per essere una sperduta stamberga a decine di miglia da località abitate, il Montone di Montagna era fin troppo frequentato.
Ceffi loschi discorrevano con monaci temerari, fisionomie insolite denunciavano provenienze remote, il frastuono prodotto dalle voci sovrapposte fece rimpiangere ad Ageton Hyll la dissertazione di Tampinatipal.

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