Un lupo mannaro a Roma

Unsplashed background

Donne indomabili

Alàrika ricordava i furori giovanili, le imprese incoscienti e l’enfasi con la quale si lanciava in battaglia.
Il suo antico spirito vedeva riflesso nella nipote Jessicha, che, in perenne ricerca di azione, incarnava bene il vigore inestinguibile delle valchirie.
“La caccia all’orso è quello che propongo.”
Dichiarò Jessicha con la consueta enfasi guerresca.
“Possibile che tu voglia costantemente cacciarti in impervie avventure?” Protesto l’amica Geltrud.
“Forse nonna Alàrika ha promesso la sua arma letale, non appena ti sarai fracassata il cranio.” Ipotizzò Ingrith con rassegnazione.
“Possibile che aspiriate solo a lunghi sonni ed a pasti pesanti?”
Chiese Jessicha incredula.
“Veramente aneliamo anche a cose meno riposanti.” Dichiarò Geltrud, baciando languidamente l’altra valchiria.

La caccia all’orso richiedeva la visita di oscure e scomode grotte.
Jessicha fornita di lucente fiaccola, faceva strada alle compagne perplesse, gettando un raro chiarore sui pilastri umidi che sostenevano volte immaginifiche.
“Meraviglie nascoste!” Esclamò Geltrud. “Dimora di dei sotterranei!” Gli fece eco Ingrith.
“Non sento nemmeno la puzza dell’orso.” Dichiarò la terza valchiria, delusa e per nulla attratta dal panorama.
L’infruttuosa ispezione ipogea aveva messo Jessicha di malumore.
Quando avvertì un lontano sentore di zoccoli ferrati, il suo spirito guerresco intuì la possibilità di avventure alternative alla caccia ai plantigradi.
“Predisponiamoci all’imboscata, se le condizioni saranno favorevoli potremo sfogarci come si conviene a guerriere pugnaci.”
“Non sarebbe il momento di un leggero spuntino?” Propose Geltrud.
“E di un successivo breve riposino?” Completò Ingrith,
ma la loro compagna era già appostata in silenziosa attesa, impaziente di scorgere l’obiettivo da colpire.
“Sono solo due cavalieri.” Sussurrò Jessicha che sperava in una impresa più impervia.
“Ed anche mingherlini.” Replicò Ingrith, mentre la compagna già infieriva con tremendi colpi sugli elmi dei soldati che aveva fulmineamente disarcionato.
“L’impresa è stata di poco conto.” Commentò Geltrud osservando i due prigionieri tramortiti.
“Tuttavia le armature sono molto belle.” Bofonchiò Ingrith con la bocca satura di bacche.
“Non è detto che non ne arrivino degli altri.”
Ipotizzò la valchiria vincitrice voltandosi verso le compagne, ma trovandosi davanti la IV legione dell’Esercito Imperiale Romano all’Estero.

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