Phallus Dei

Unsplashed background

Crisi depressiva

Al dio Mazzuk, veniva attribuito un gran numero di doti trascendenti.
Generoso e potente, non perdeva occasione di concedere favori benevoli ed il suo nome era invocato e benedetto in tutto il cosmo;
I fedeli lo adoravano e lo glorificavano in maniera quasi eccessiva, ed egli li ricambiava con favori spropositati.
Mazzuk era, inoltre, oltremodo fiero del suo aspetto metafisico, che curava personalmente, assecondato da un esercito di genietti estetici, che brulicavano sulla sua mole, dando forma superiore ad ogni più piccolo pelo sortito dalle divine papille.
In tal modo, la sua luminescente conformazione era in condizione sempre inappuntabile e le spropositate corna cristalline, sempre perfettamente lucide.
Il dio occupava buona parte del proprio tempo in mistiche pause autocontemplative, davanti a immensi specchi virtuali, raggiungendo, in tal modo, livelli di piacere trascendente inimmaginabili.
Era convinto di essere un coacervo di benessere, l’essere cosciente dotato di maggiore soddisfazione autonoma.
Mazzuk curava anche una rivista bimillenaria, che si affannava di diffondere tra i suoi simili, intitolata: ‘L’estetica Divina’, in cui, con grande generosità, cercava di esporre gli elementi salienti della sua personale classe, della sua bellezza e del suo talento creativo.
Quando il dio Mazzuk si avvide del sacrilegio eviratorio perpetrato ai danni della sua effige terrena, attraversò tutte le fasi della depressione recriminatoria, seguendo uno schema esteticamente ineccepibile.
Iniziò generando turbini di sdegno trascendente, eruttando epiteti spettacolari ed evocando rabbiose esplosioni stellari, poi dette libero sfogo ad ululati di disperazione cosmica che disturbarono per giorni il riposo degli dei, prostrati da attività sovrumane; quindi il dio assunse la forma sofferente, larvale ed autocommiserativa.

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