Phallus Dei

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Dieta ferrea

L’ottuagenario Cocorem, gran sacerdote del dio Mazzuk, osservava con preoccupazione il marmoreo calendario, che, con ineluttabile precisione, annunciava l’approssimarsi della prima luna dell’anno, consacrata alla gloria imperitura del potente Mazzuk.
Ripensò con malinconia alla gioia che accompagnava l’approssimarsi della ricorrenza, quando, animato da sacro e giovanile vigore, si esibiva nella sbalorditiva deflorazione orgiastica delle cento vergini prescelte.
Ora, invece, era appesantito dalla vergogna per la penosa prestazione dell’anno precedente, quando solo i formidabili influssi della fallica espressione del dio, avevano consentito l’espletamento delle liturgie dovute.
Ricordò i commenti irriguardosi delle vergini insoddisfatte, e fu sopraffatto dalla consapevolezza del destino dei suoi predecessori, tutti stroncati nel mezzo dell’orgia mistica, quando il vigore del corpo non era stato più in grado di sostenere la potenza del dio.
Contro la tradizione si era arrischiato a spiare le vergini nelle celle del tempio, ma invece di trovare le pudiche fanciulle che sperava, aveva intuito giovani vigorose e vogliose, prodotto sguaiato di quei tempi degeneri.
Per settimane aveva seguito una ferrea dieta corroborante a base testicoli taurini, farina di corno di rinoceronte e sangue di pitone, ma l’unico effetto che riusciva ad avvertire era un costante bruciore di stomaco e una sopraggiunta ostinata stitichezza.
“Sommo sacerdote, il Laocoonte chiede di conferire.” Annunciò il sagrestano. “Fallo entrare” Rispose Cocorem rassegnato.
Il Laocoonte era la massima autorità civile della città ed era anche il fornitore annuale delle vergini per la festa del dio Mazzuk.
“Sono costretto a constatare il continuo aumento di volgarità nella fornitura, sapete bene che il dio gradisce giovani pudibonde ed eteree, mentre voi ci avete portato possenti e lussuriose baldracche.”
Disse il gran sacerdote digrignando i denti. “Sono il prodotto più selezionato delle nobili famiglie.” Rispose il Laocoonte indispettito.
In effetti Cocorem sospettava che il Laocoonte cercasse di toglierlo di mezzo per favorire un nipote sacerdote, che, in caso di sua dipartita, poteva aspirare all’ambitissima carica gransacerdotale.
“Conosco troppo bene le tradizioni per offrire al dio fanciulle non degne, come il Gransacerdote potrà ben valutare quando, per la prima volta, le vedrà nel sacro talamo.”
“Persone degne della fiducia del gransacerdote hanno riferito di discorsi indecorosi tra le vergini designate e di strani movimenti notturni nel gineceo”.
“La sorveglianza è delegata al personale del tempio e i discorsi indecorosi sono ammissibili nel sacro territorio dell’ Ildekaz, comunque sono venuto qui per chiedervi perentoriamente di interrompere le ripetute richieste di cibarie astruse e costosissime, e di limitarvi alle consuete libagioni propiziatorie a base di brodo di pollo e di sangue di bue.
Il gransacerdote era furioso “Ho richiesto ciò che i sacri testi prescrivono, dubito che il Laocoonte conosca financo il verso di apertura del primo libro della propiziazione.”
“Cento chili di corno di rinoceronte e cinquanta testicoli di narvalo non erano mai stati richiesti in cinquecento anni. Per non parlare delle banane del kilimangiaro e della radice della mandragora cinese.”
“Avevo chiesto un miserabile chilo di milza di montone tibetano e non mi è ancora stato portato” “Ne lo sarà prima di mai; ho proibito ogni ulteriore approvvigionamento anomalo."
Cocorem era annichilito dalla mostruosa tracotanza del Laocoonte, tanto da rimanere privo di argomenti. Il Laocoonte interpretò il silenzio come una accettazione delle sue rimostranze, cosicché dopo un saluto ossequioso si voltò e si allontanò, inseguito dai mortiferi anatemi del gransacerdote.

Scotelliom, il sagrestano del tempio, si presentò al suo padrone con le genuflessioni di rito, quindi lo avvisò:
“Santo ministro, sono giunti oggi a palazzo due formidabili mercanti, forniti di merci rare e potenti.”
Cocorem fu subito acceso di nuova speranza che il potente Mazzuk volesse aiutarlo, fornendogli il corroborante che gli permettesse di sostenere la potenza dell’ Ildekaz senza trapassare: “Chiamali immediatamente.”
Ordinò perentorio il Gran sacerdote: “ Voglio conferire con loro.”

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