Phallus Dei

Unsplashed background

Che dea!

Il Dio MAGNUM-A era in piena enfasi creativa. Dopo millenni di costipazione era riuscito ad intercettare, nei suoi continui spostamenti mondani, la fantasmagorica dea Double Face, riuscendo a farle accettare un invito a cena, ricco di allettanti prospettive, nella sua dimora celeste.
Dal canto suo, la dea era rimasta notevolmente sorpresa dall'invito e supponeva che l'intenzione del sommo reggente fosse quella di ammonirla severamente per la sua condotta morale frivola e licenziosa.
Effettivamente doveva ammettere a se stessa che i ritmi sessuali che si concedeva potevano dare l'idea di irrefrenabile lussuria, tuttavia ella si considerava molto distante da tale deprecabile realtà, giacché le sue frequenti prestazioni erotiche non erano finalizzate alla soddisfazione di deprecabili istinti sub divini, ma, piuttosto, strumenti di socializzazione e di intrattenimento mondano.
Tuttavia era convinta che la suprema divinità non sarebbe riuscita a cogliere la sfumatura concettuale e si stava quindi preparando a fare umile professione di autocritica, pentimento e penitenza.
Magnum-A, lontanissimo da propositi censori, dava intanto fondo a tutta la sua fantasia per plasmarsi in una forma concupiscente, che evidenziasse il suo rango superiore, grande classe mistico-lussuriosa e il bon ton che si glorificava di possedere.
Si era appena troncato un abominevole corno a tortiglione fosforescente, sostituendolo con una flessuosa cresta di cartilagine squamosa, poi, insoddisfatto da questa soluzione estetica, sperimentò nuove soluzioni plastiche, scambiando con rapidità inaudita, pinne auricolari raggiate con tubercoli setolosi, zanne ramificate con verruche sfrangiate, il tutto in un via vai di proboscidi, tentacoli, pedicelli, pori adesivi, peli prensili e poi escrescenze e scaglie, occhi composti, ocelli, palpi luminescenti e chele traslucide. Improvvisamente, in un eccesso di frenesia anatomo metamorfica, i suoi centri psicoplastici, oberati da un sovraccarico di potenza, si dissociarono, provocando un collasso regressivo disastroso.
Il dio assunse la forma aberrante di ammasso citoplasmatico degenerativo, informe e purulento. Per colmo di sfortuna la dea Double Face giunse in quel momento e si trovò davanti l'informe essere che, strisciando con movimento ameboide, cercava di manifestare le proprie scuse per l'increscioso incidente, pieno di vergogna e di imbarazzo.
La dea sussultò inorridita dalla vista di quella massa collosa e credendo si trattasse di escrementi divini, finse di ignorarli, stupita di come quei composti di scarto fossero accumulati nell'androne della dimora divina.
Mortificato da tale affronto il Supremo fu colto da un violento conato di sacro livore che lo indusse a risorgere dalla putredine nella sua forma tradizionale, canuta e solenne.
“E' inaudito!” Tuonò con voce resa lacunosa dai residui collosi sulle trombe vocali. “Come osi accostarti alla mia somma presenza senza proferire gli ossequi comandati? Femmina priva di dignità divina, credi forse che tutto ti sia concesso e di poter impunemente mancare di rispetto?”
La dea sbigottì perduta, palesando stress essudativo torrenziale, inalò diverse dosi di sostanze mistico tranquillanti, quindi cercò di giustificarsi meglio che poteva.
Mentre parlava, le fantasie erotiche di Magnum-A riaffiorarono con violenza, tanto da indurlo a tentare una nuova trasformazione plastica in direzione sensual-seducente.
Purtroppo i circuiti neuromistici del dio, ancora surriscaldati e non funzionali, provocarono una ulteriore catastrofe. Magnum perse istantaneamente diverse centinaia di denti, che si schiantarono sul pavimento con un fracasso terribile, contemporaneamente il dio fu colto da ernia del disco, emorroidi perniciose, sinusite e da un aumento strepitoso delle secrezione delle ghiandole sebacee.
Ululando di vergogna e dal bruciore il dio si infilò in un corridoio, sparendo alla vista di Double Face e fece appena in tempo ad ordinare ad un cameriere di fissare un altro appuntamento con la dea, non prima di una settimana.

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