Phallus Dei

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Matrimonio spettacolare

Gik il menestrello attendeva con angoscia l’approssimarsi dello spettacolo serale. Il suo inaffidabile coadiuvatore, il mimo Giafix, era irreperibile, mentre i nobili ospiti, alla spicciolata, cominciavano ad affollare la sontuosa sala nuziale ove la figlia del generale Condor avrebbe impalmato un giovane e ricchissimo virgulto della nobiltà Babilonese.
Vinto dall’affanno, Gik si precipitò in strada, per riflettere all’aria fresca su come organizzare uno spettacolo solitario ma accettabile. “Nobile cantore, permetti a due poveri artisti affamati di svicolare nelle cucine per alleviare i dolorosi morsi della fame, potremmo aiutarti ad allestire il palco o potresti percuoterci per scatenare l’ilare gioia dei nobili invitati.”
Il menestrello osservò, sorpreso, i due giovani che, in altre situazioni avrebbe fatto cacciare via dalle sentinelle di guardia a colpi di bastone; ora però quei due straccioni, potevano veramente risultargli preziosi.
“Cosa sapete fare? Ma siate rapidi nel parlare, che i miei momenti di munificenza sono rari e passeggeri”.

“Il mio nome è Raptus; so suonare le bastoncellas, ballo meglio di un orso e so prendere calci e pugni come nessun altro”.
Effettivamente la mole potente lasciava intuire indiscusse doti di buon incassatore. “Il mio amico Raptor è un fine dicitore di storielle scurrili ed è un abile cultore dell’organo maschile.” Disse Raptus con notevole enfasi. Gik, il quale gradiva molto le carezze dei giovani effeminati, tradì un lampo di libidine.
“Forse oggi la fortuna riempirà la vostra pancia, venite con me, organizzeremo uno spettacolo salace e canterino”.
La sposa Barbosa piangeva ininterrottamente da tre ore. Non era chiaro se ciò dipendesse dalla emozione nuziale, dalla quantità abnorme di vinaccia e cibarie ingollata, o dalle risate isteriche provocate dai lazzi volgari dei giullari che accompagnavano il celebrato cantore Gik.
in effetti lo spettacolo canoro si era presto trasformato in uno sconcia sequela di battute di infimo livello; nonostante i tentativi di Gik di riportare l’esibizione nei binari convenuti, i suoi indegni collaboratori gli avevano decisamente rubato la scena, assecondati dai fragorosi apprezzamenti della sposa e dei suoi triviali parenti.
Molti fra gli astanti, pur non gradendo le insulse amenità, fingevano soddisfazione, nel palese tentativo di gratificare il potentissimo Condor, gerarca vicinissimo all’imperatore.
“Non ho mai riso tanto ad un matrimonio” Sentenziò la madre della sposa, sputacchiando sul suo interlocutore grossi frammenti del banchetto nuziale. “Dove avete pescato quei due formidabili giullari?” Chiese, cortesemente l’interpellato, strabuzzando l’occhio centrato dal proiettile. “E’ una scoperta di Gik, pretendo di fare la loro conoscenza stasera stessa”.
A notte fonda la sala matrimoniale era una vasta distesa di immondizie, in cui vagavano, ubriachi ed assonnati, gli astanti che non erano ancora crollati sotto il peso delle derrate ingoiate.
Gli unici a muoversi con precisione erano i due giullari, che con caritatevole gentilezza, alleggerivano i nobili rappresentanti dalla pesante gioielleria da parata. La forza taurina di Raptus fu messa a dura prova dal trasporto del sacco ricolmo di refurtiva che Raptor, incurante delle proteste dell’amico, continuava ad ingrossare.
La mattina seguente, a parziale sollievo dei nobili derubati, fu offerta una estemporanea impalatura di un noto cantore, reo di aver introdotto due ignobili ed introvabili ladri tra le illustri schiere degli invitati al solenne matrimonio.

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